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La moda passa. Lo stile resta. E' la formula dell'eterna giovinezza del Gruppo Mastrotto: cinquant'anni di storia, 2000 dipendenti, 500 milioni di fatturato annuo e un ventaglio produttivo esteso a 360 gradi su tutte le applicazioni possibili ad un materiale in pelle. Cuore creativo, l'ufficio stile coordinato da Chiara Mastrotto, palestra di idee e sperimentazione consacrata alle nuove traiettorie dell'apparire. Qui il flair dell'estate 2009 è già di casa da tempo, ed ha assunto la forma di una palette cromatica educata, frutto di un estro alchemico dotato di norme ben salde. Un bagno di luminosità, diffusa tra solarità apollinea e paradisiaco candore angelico, affidata a lucidità e brillantezze morbide e gentili. La introducono i bianchi, cremosi, dolci e sensuali, materia prima per forme metafisiche assetate di non colore. A renderli meno assertivi ci pensa, per contrasto, un contrappunto di accenti fruttati,vibranti e insieme gustosamente candy, tradotti in aspetti fluidi, colati, impastati, squisitamente alimentari. Nel mezzo, una soave tavolozza di cipriati dalla forte percezione sbiancata, declinati in sofisticate cangianze madreperla. Il glamour punta l'accento sui metallizzati, dispensati in molteplici gradazioni, dai più pacati ai più flamboyant. Ultimo, ma non in ordine di merito, il rigore di monocromie silenziose e garbate: un lusso privato, elitariamente rinunciatario, figlio naturale dell'eleganza. Quella vera, fatta di sottrazioni. Da apprezzare a distanza ravvicinata. |